“Ciao! Mi chiamo Guglielmo. In questo momento sto vivendo un’esperienza che fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di poter fare. Sto passando un anno all’estero in America. Sono qui da poco più di un mese, a St. Clair Shores, in Michigan. Questa città ha circa 60.000 abitanti e si trova a una ventina di minuti da Detroit. Anche se è passato poco tempo, sono già successe tante cose. La cosa che mi ha colpito di più? Essere a migliaia di chilometri da casa e riuscire già a sentirmi a casa.
Quando sono partito avevo molte aspettative, ma anche qualche paura. Mi chiedevo come sarebbe stato vivere con una famiglia americana. Pensavo a cosa volesse dire frequentare una scuola completamente diversa, parlare inglese tutti i giorni e, soprattutto, riuscire a conoscere nuove persone. Oggi, dopo poco più di un mese, posso dire che molte delle mie paure non avevano motivo e che questa esperienza sta andando ancora meglio di come pensavo.
Ho deciso di partire perché mi piace fare nuove esperienze, affrontare nuove sfide e mettermi alla prova. Sentivo anche il bisogno di cambiare e volevo vivere qualcosa di molto diverso dalla mia routine. Un altro motivo molto importante è stato l’inglese. Volevo davvero migliorarlo, usando la lingua ogni giorno e non solo durante le lezioni. Anche mio fratello mi ha influenzato molto. Aveva già vissuto un’esperienza all’estero. Sentire i suoi racconti e vedere quanto fosse stata importante per lui mi ha fatto capire che anche io volevo provare.
Ho scelto l’America in modo abbastanza naturale. Ero già stato negli Stati Uniti diverse volte. Mi erano sempre piaciuti molto. Avevo già avuto modo di conoscere un po’ la cultura americana e mi aveva sempre colpito il loro modo di vivere. Anche mio fratello aveva vissuto una bella esperienza qui. Alla fine ho deciso di scegliere proprio gli Stati Uniti. Ora vivo in Michigan. Sto scoprendo un posto che, giorno dopo giorno, sento sempre più vicino.
Il primo impatto è stato probabilmente uno degli aspetti più belli. Fin dal primo giorno mi sono sentito accolto. Soprattutto mi sono sentito a mio agio. Le persone sono state gentili, disponibili e molto curiose. A scuola molti ragazzi hanno subito iniziato a farmi domande sull’Italia, sull’Europa, sulla mia città e sulla mia vita. Mi ha colpito vedere quanto fossero interessati a conoscere qualcosa di diverso dal loro mondo. In poco tempo ho iniziato a riconoscere sempre più volti. Ho iniziato a parlare con persone che il primo giorno non conoscevo nemmeno.
Anche la scuola è molto diversa da quella italiana. Una delle cose che mi piace di più è che hai molte materie tra cui scegliere. Puoi costruire un programma più vicino ai tuoi interessi. Inoltre, durante la giornata sei tu a cambiare aula a seconda della materia. Non passi tutto il giorno con gli stessi compagni. Ogni lezione può avere studenti diversi. Questo permette di conoscere molte più persone e di fare amicizia più facilmente. Anche il modo di lavorare è diverso. Durante le lezioni si fanno spesso attività, esercizi e lavori in classe che possono contribuire direttamente al voto.
Per quanto riguarda la lingua, all’inizio pensavo che sarebbe stato uno degli ostacoli più grandi. In realtà mi sono trovato molto meglio di quanto pensassi. Il mio inglese non è perfetto, ma le persone sono comprensive. Quando non capisco qualcosa cercano di aiutarmi. Inoltre, parlare inglese tutti i giorni mi sta facendo migliorare molto più in fretta di quanto avrei potuto fare restando in Italia.
Un grande aiuto è arrivato anche dal calcio, che per me è una parte importante della mia vita. In questo momento non posso giocare a causa di un infortunio al ginocchio. Ho comunque trovato un modo per restare vicino alla squadra. Aiuto il coach durante gli allenamenti e le attività. Questo mi ha permesso di conoscere molti ragazzi e di sentirmi parte del gruppo anche senza poter giocare. Fin dal primo giorno mi hanno cercato, mi hanno fatto domande e hanno voluto conoscermi. È stato un bel modo per iniziare a fare nuove amicizie.
Dopo poco più di un mese posso già dire che farei di nuovo questa scelta senza pensarci due volte. Consiglierei un’esperienza all’estero a chiunque possa farla, perché non è solo un viaggio o un anno lontano da casa. È un’occasione per conoscere persone nuove, scoprire una cultura diversa, migliorare una lingua e soprattutto crescere. È normale avere paura prima di partire. A volte però serve il coraggio di uscire dalla propria comfort zone per vivere le esperienze più importanti.
Sono qui da poco più di un mese. Davanti a me ci sono ancora molti mesi da vivere, persone da incontrare e posti da vedere. Però già oggi sento che quest’anno sarà qualcosa che porterò con me per sempre.“
Guglielmo, Michigan, USA